Il suicidio di Chester Bennington dei Linkin Park porta inesorabilmente via un pezzo dell’adolescenza di molti ragazzi di oggi.

La morte di Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Un mese fa era a cantare sul palco degli I-Days all’autodromo di Monza ed oggi leggiamo su tutti i giornali e siti web che il cantante dei Linkin Park…semplicemente non c’è più. Chester non ha mai avuto una vita semplice. All’eta di 8 anni visse il divorzio dei suoi genitori, all’11 anni cominciò a fumare marijuana e poco dopo a soffrire di dipendenza da droghe pesanti. Qualche anno fa denunciò anche la molestia sessuale subita tra i 7 e 13 anni da un ragazzo adolescente…insomma, non l’infanzia ed adolescenza che ogni ragazzo desidera.

Addio a Chester Bennington dei Linkin Park …

Posted by Fantuz on Thursday, July 20, 2017

Chester cantò in alcuni gruppi prima di entrare nei Linkin Park. Esatto, lui non partecipò alla fondazione dei Linkin Park ma fu chiamato dai due membri iniziali. Nel 1998, Mark Wakefield abbandono il gruppo e quindi il ruolo di cantante degli Xero (vecchio nome dei Linkin Park). Jeff Blue, il produttore discografico del gruppo cercò subito un nuovo cantante e, dopo avergli fatto un provino tramite telefono, Chester diventò la nuova voce del gruppo. Gli Xero cambiarono nome in Hybrid Theory e fecero uscire un EP nello stesso anno. Non ebbe un successo clamoroso ma grazie a quello la Warner Bros li notò e fece firmare loro un contratto. Qui arriva la decisione di chiamare il gruppo Linkin Park e di pubblicare l’album Hybrid Theory, con singoli come One Step Closer, Crawling ed In The End riuscendo a vendere più di 27 milioni di copie in tutto il mondo…il resto è storia.

Con la morte di Chester Bennington dei Linkin Park, però, se ne va un pezzo dell’adolescenza di molti ragazzi 20/25enni di oggi. Esatto, perché chi è nato nel 1990 circa ha cominciato a vivere ed amare la musica degli anni 2000 e proprio in quell’anno debuttarono sui grandi palchi Chester and co. Erano gli anni in cui debuttavano le prime chiavette multimediali, chiamate anche MP3, in cui potevi inserire duecento canzoni…e tra queste state certi che non poteva mancare qualche canzone dei Linkin Park. Da In The End a Numb, da What I’ve Done a Bleed it Out. Una particolarità dei Linkin Park è stata quella di essere spesso la musica di sottofondo di AMV (Gli Anime Music Video sono filmati di breve durata, di carattere amatoriale, costituiti da una musica montata su immagini e video) del cartone di Dragonball. Tutti in quegli anni tramite bluetooth o infrarossi si sono inviati questi video con solitamente la canzone di “In The End” o “Numb” come sottofondo.

Sui social c’è già gente che scrive stati come “Ecco ora tutti fan dei Linkin Park”o “Ah quindi ora ve li cag*ate i Linkin Park?”…ma a queste persone vorrei rispondere così: I Linkin Park, a noi portano sempre ricordi d’adolescenza; la loro musica ha caratterizzato un momento che sentendo quella canzone ti riporta in mente. La morte di Chester Bennington, come ad esempio quella di Freddie Mercury, porterà la parola fine al gruppo dei Linkin Park…certo, il gruppo cercherà un sostituto degno di Chester (se mai sarà possibile trovarne uno) ma non sarà mai possibile abituarsi ad un altra persona lì sul palco, con la stessa voce ma sopratutto stesso carisma. La morte di Chester porta via anche un pezzo della nostra adolescenza, un’adolescenza che noi dolcemente ricordiamo con delle cuffie alle orecchie o un cd dentro allo stereo e la graffiante voce di Chester Bennington che risuonava nelle nostre orecchie. Ciao Chester, ci mancherai.

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Federico Fantuzzi

Federico, 25 anni.
Dall'età di 11 anni milito sul web e nel mondo della grafica. Amo la musica in (quasi) ogni sua forma e genere. Ah si, amo anche Emma Watson.

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