Angelo Iannelli torna sul mercato discografico con il singolo “Conserva i sogni”. Il brano è scritto dallo stesso Iannelli, arrangiato da Alessandro Canini e Riccardo Corso, prodotto dallo stesso Canini, distribuito da Believe digital, con il Management di Giuseppe Mangiaracina per Etichetta Mafi Srl Edizioni. “Conserva i sogni” è una canzone d’amore, sull’amore per i sogni. Finisce una relazione, ma i nostri sogni sono ancora lì che attendono sui binari l’alba di un coraggio ritrovato, di un’audacia affettiva che nei ritornelli diventa visionaria provocazione e autentico sberleffo. Nella scelta della forma della lettera resuscitano la penna e la carta scritta. TalkyMusic lo ha intervistato.

Angelo Iannelli

Docente di lettere, cantautore, scrittore e anche attore: ma se dovessi scegliere tra i tre cosa preferiresti fare?
Difficilissimo scegliere. Credo che ci sia comunque un filo rosso che lega tutte queste attività: hanno a che fare con l’interiorità e la sensibilità dell’uomo. Scrivere canzoni, saggi o romanzi non è poi così diverso, alla base c’è sempre la necessità di comunicare qualcosa. Non è detto che debbano essere per forza delle storie, a volte c’è solo bisogno di trasmettere un’emozione e magari condividerla, forse per sentirsi meno soli. Recitare invece ci permette di vestire i panni di qualcun altro, evolverci e riflettere sulla nostra stessa vita attraverso il pensiero di un’altra mente magari completamente diversa dalla nostra. Recitare è emozionare ed emozionarsi, è allo stesso modo una condivisione. Essere insegnante unisce tutto questo: un Professore ha il dovere e il piacere di condividere non solo il proprio sapere, ma anche la propria interiorità. Se non lo fa, è uno sterile trasmettitore di contenuti. E un insegnante di Lettere non può o non dovrebbe permetterselo.

Conserva i sogni è il tuo ultimo singolo: com’è nata l’idea del brano e del videoclip?
Il brano è nato al pianoforte, mentre giocavo con qualche accordo. A un certo punto mi è venuto istintivo cantarci sopra qualcosa ed è nata, direi in pochi minuti, una melodia abbastanza ritmata che mi evocava qualcosa di ironico e provocatorio, ma anche di dolce e sentimentale. Partendo da questi spunti è uscito fuori il testo, che è un inno all’importanza dei sogni, alla conservazione e alla protezione dei propri sogni. Nonostante tutto. Nonostante la fine di un amore. Magari la fine dell’ennesimo amore, come in questo brano. Nel videoclip abbiamo cercato proprio di evocare questa atmosfera onirica: il bianco, il nero, le luci quasi lunari che ci avvolgono e ci proteggono, ma che temiamo anche. Proprio come i sogni che gli amici non fanno più. E proprio a loro dico: “Ma voi avete amato mai qualcuno? E io che perdo ancora tempo qua a parlar con voi…” .

Ci sarà poi un album o un EP? Vuoi darci qualche anticipazione?
Gli inediti da poter produrre sono tanti… vedremo quali scegliere. Intanto ho pronto un secondo singolo, un brano molto simile a questo ma anche molto diverso, prodotto e arrangiato dallo stesso Alessandro Canini di “Conserva i sogni”.

Quali sono le tue influenze musicali maggiori? Sia italiane, sia internazionali…
Mi entusiasmano i cantautori, soprattutto degli anni settanta, in particolare De Gregori, Bennato, De André, Guccini, Bertoli, Rino Gaetano, Venditti, Vecchioni. All’estero tutto il rock, principalmente degli anni settanta, ma anche qualche cosa di successivo. Poi mi emozionano tantissimo Cohen, Dylan, Cat Stevens. Poi alcune cose di Vasco. Oggi Grignani e anche qualche brano di Moro. Ascolterò sicuramente dell’altro, ma questi per me sono gli Indiscutibili.

È tempo del Festival di Sanremo: ti piacerebbe partecipare? Cosa pensi di questa manifestazione?
Se mi chiamano come ospite… A parte gli scherzi, non escludo a priori Sanremo come ho fatto per altre cose. Penso che sia uno show televisivo, un programma dove viene data ad alcuni artisti la possibilità di presentare una propria canzone inserita in un contesto d’intrattenimento popolare. Vediamo un grande artista come Baglioni cosa combinerà…

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Francoise Rolles

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