Nella serata del 16 Agosto di Deejay On Stage Giusy Ferreri, i Boomdabash e gli Street Clerks hanno realizzato sul palco di Riccione un omaggio ad Aretha Franklin ma qualcosa non è stato gradito dagli utenti.

L’esibizione dei due brani “Think” e “I say a little prayer” della cantante scomparsa, è stata quasi del tutto improvvisata, come ha spiegato Rudy Zerbi poco prima della performance, e questo ha inciso sul risultato finale.

Moltissimi di quelli che hanno visto dal vivo, in tv e sul web la performance di Giusy Ferreri, hanno protestato duramente a causa della scarsa riuscita dell’omaggio ad Aretha Franklin

Molto criticato è stato anche il bisogno di Giusy Ferreri di usare sul palco dei fogli con il testo delle due canzoni.

Giusy Ferreri

Gli utenti del web hanno attaccato durante la cantante e la performance su Twitter e sulla pagina ufficiale di Giusy Ferreri.

Inoltre anche la cantante e vocal coach Cheryl Porter ha pubblicato un video, subito diventato virale, in cui viene spiegata la gravità dell’accaduto:

“Si doveva fare meglio di così! Io non so chi ha scelto o deciso di fare questa grande insulto alla memoria della più grande cantante della storia della musica. È come se Bob Dylan facesse un omaggio a Luciano Pavarotti. Siamo a livelli bassissimi. Dovete capire la gravità di questo tipo di insulto perché qualcuno si deve prendere le responsabilità per il futuro dell’educazione musicale delle persone in questo paese. Questa è una mancanza di rispetto e di preparazione. Tra tutti i cantanti grandiosi che ci sono, hanno scelto proprio la peggiore per rappresentare la migliore! Io non ce la faccio perché l’unica cosa che noi persone afroamericane abbiamo avuto è la nostra musica e tu rovini la nostra memoria in questo modo? Stiamo parlando della donna che ha rappresentato tutta la liberazione e la forza delle donne della mia cultura. Io voglio che ci sia qualcuno che chiede scusa per questo insulto alla memoria di Aretha Franklin. Insulto alla musica e alla black music”

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Veronica Serafini

Giornalista classe 1999. Scrivo di televisione; mi occupo di comunicazione e new media.

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