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Michael Jackson: la famiglia si scaglia contro il documentario

La famiglia del defunto Re del Pop Michael Jackson attacca il docu-film “Leaving Neverland” proiettato in anteprima negli Stati Uniti!

Lo scorso venerdì mattina è stato proiettato in anteprima al Sundance Film Festival il docu-film sulla vita del compianto Re del Pop, Michael Jackson, dal titolo “Leaving Neverland“. La proiezione del film è stata accolta da una standing ovation dal pubblico in sala, mentre i fan dell’artista si sono scagliati contro sostenendo che il documentario racconta un mare di bugie infangando la memoria di Michael.

La pellicola mette in scena il racconto di due uomini, Wade Robson e James Safechuck, che sostengono di essere state vittime di abusi sessuali da parte di Michael Jackson quando avevano rispettivamente 7 e 10 anni all’interno della famosa tenuta del cantante Neverland. Il racconto è molto forte e pieno di dettagli che evitiamo di riportarvi, ma si parla perlopiù di masturbazione reciproca e sesso orale.

Le accuse dei testimoni contro Michael Jackson

Wade Robson, che oggi ha 37 anni e una carriera come coreografo per Britney Spears, per rispondere alle accuse dei fan ha affermato:


Non sento di dovergli dire niente. Solo che capisco quanto sia difficile, per loro, crederci. Perché in un certo senso, non molto tempo fa, mi trovavo nella loro stessa posizione. Anche se mi era successo davvero, non riuscivo ancora a crederci. Non riuscivo a credere che ciò che mi aveva fatto Michael era una cosa brutta. Riusciamo ad accettare e comprendere qualcosa solo quando siamo pronti. Non possiamo fare niente per cambiare le cose”.

James Safechuck, che nel 1987 recitò accanto a Michael Jackson in uno spot, nel film sostiene di aver ricevuto per anni molestie sessuali da parte del cantante:


“[Michael] era una delle persone più gentili e generose che abbia mai conosciuto. Mi ha aiutato con la mia carriera. E mi ha molestato sessualmente per sette anni”.

Adesso, anche la famiglia di Michael Jackson si scaglia furibonda contro le dichiarazioni infamanti dei due testimoni, dichiarando in un comunicato le seguenti parole:


Michael ha sempre rivolto l’altra guancia, e anche noi abbiamo sempre rivolto l’altra guancia quando qualcuno ha accusato i membri della nostra famiglia: è il nostro modo di affrontare le cose. Ma non possiamo semplicemente stare fermi mentre continya questo pubblico linciaggio continua … Michael non è qui per difendersi, altrimenti queste accuse non sarebbero state fatte.

Michael Jackson, Michael Jackson

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